giovedì 10 luglio 2008

Salta il tetto: i dirigenti potranno guadagnare più di 290 mila euro

Il tetto allo stipendio dei dirigenti statali sta per saltare. E' uno degli emendamenti presentati dal governo per correggere il decreto di finanza pubblica.

Il tetto era stato imposto un anno e mezzo fa dal centrosinistra, ed era fissato allora a 273 mila euro lordi annui, cifra pari allo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione. Nel frattempo, lo stipendio del presidente di Cassazione (e di conseguenza la soglia per i dirigenti) era stato rivalutato quasi del 6%, arrivando così a 289.984 euro.
La norma prevedeva la possibilità di superare il tetto per 25 casi speciali: 25 deroghe da utilizzare quando ci sono "motivate esigenze di carattere eccezionale e per un periodo di tempo non superiore a tre anni". Si può concedere uno stipendio più alto di quella cifra soltanto per "le posizioni di più elevato livello di responsabilità", come il capo della polizia, i più importante vertici delle forze armate, il governatore della Banca d'Italia, i presidenti delle Autorità indipendenti, qualche capo dipartimento nei ministeri.

Insomma il tetto c'era ma aveva un po' di fessure. Adesso Tremonti ha deciso di buttarlo giù del tutto. Il perché è ovvio: le deroghe non bastavano più. Al Tesoro qualche maligno dice che le 25 caselle disponibili non bastavano neanche ad accontentare i diretti collaboratori del ministro (dal capo di gabinetto Fortunato in giù).

Il sindacalista della Cgil Michele Gentile ricorre al sarcasmo: "La campagna di trasparenza voluta dal ministro Brunetta ha prodotto i primi risultati". Va detto che la cosiddetta "operazione trasparenza" - forse la cosa migliore fatta finora da Brunetta - per adesso ha fatto appena il solletico ai grandi capi della burocrazia statale. Praticamente gli unici che hanno dovuto mettere in piazza il loro reddito sono stati i poveri (per modo di dire) dirigenti del Dipartimento Funzione pubblica. Inoltre la pubblicazione dei dati sulle consulenze ha riguardato soltanto gli incarichi attribuiti ai collaboratori esterni, mentre i compensi percepiti (in aggiunta allo stipendio) dai dirigenti di ruolo non sono stati ancora messi in rete. Né probabilmente lo saranno mai.

1 commento:

Dario Quintavalle ha detto...

Non posso che dire "buon per loro". Purtroppo la retribuzione media di un normale dirigente di seconda fascia è ben lontana da queste cifre. Inoltre il trattamento economico è fermo da anni.

Sul tema ci può dare lezioni persino la Bolivia, visto che lì per legge nessuno può prendere più del Presidente della Repubblica, ed il primo atto di Evo Morales è stato quello di abbassarsi lo stipendio, abbassandolo automaticamente a tutti, ministri e deputati per primi.