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domenica 8 marzo 2009

Precari e amari

Anche se il decreto per adesso è sfumato, un provvedimento sui precari è sicuramente in arrivo. Il Parlamento dovrebbe approvare la legge nel giro di qualche mese. Se ne parla in questo articolo pubblicato dal Messaggero.
Viene spontaneo chiedersi: se già si sta approvando una legge, che bisogno c'era di fare un decreto? Una possibile spiegazione è la seguente: rispettando i normali iter parlamentari la legge verrebbe approvata in primavera, cioè sotto elezioni. Per evitare la spiacevole coincidenza, qualcuno nel governo potrebbe aver pensato di anticipare i tempi con un provvedimento d'urgenza.

mercoledì 1 ottobre 2008

Brunetta ci ripensa: torna (per adesso) la stabilizzazione

La norma sui precari presentata da Brunetta è già stata corretta. Personalmente, ero pronto ad accettare scommesse: quell'emendamento presentato dal governo e voluto quasi solo dal ministro della Pubblica amministrazione non avrebbe mai superato le forche caudine del dibattito parlamentare. Avrebbe votato no tutta l'opposizione e sicuramente anche un pezzo di maggioranza.

Per evitare catastrofi, Brunetta ha accettato di emendare l'emendamento. Sarà lui stesso a presentare la nuova formulazione. In un articolo sul Messaggero ho spiegato (più o meno) cosa dirà la nuova norma.

Forse vale la pena di sottolineare che il nuovo emendamento salverà molti dei precari in attesa di stabilizzazione, ma non tutti. Resteranno fuori tutti quelli che non hanno mai superato un concorso pubblico, bensì una selezione di altra natura. E resteranno fuori quelli che, pur avendo tutti i requisiti, non otterranno l'assunzione entro il 2011. A meno che nel frattempo non cambi un'altra volta la legge.

sabato 27 settembre 2008

Un precario si è arrabbiato con me

L'articolo che ho scritto sul Messaggero non è piaciuto a un dipendente precario della Ricerca. Ha scritto una lettera molto risentita, che è stata pubblicata (con mia risposta) sul sito ilMessaggero.it.

Così Brunetta rimanderà a casa (all'incirca) 60 mila dipendenti pubblici

Ne hanno già parlato giornali e telegiornali, ma per chi volesse saperne di più ecco un articolo sulla stabilizzazione dei precari che non c'è più. L'articolo è ottimo, visto che l'ho scritto io.

Non so se il concetto è arrivato chiaro, ma la vera novità dell'emendamento Brunetta è che nel giro di qualche mese decine di migliaia di persone resteranno disoccupate dopo tre, quattro, persino cinque anni di lavoro da precario in un'amministrazione. Saranno mandati a casa, dall'oggi al domani, e dovranno aspettare che venga bandito (chissà quando) un concorso pubblico.

La stabilizzazione voluta dal governo Prodi stava effettivamente aprendo la porta a qualche brutto abuso, soprattutto negli enti locali e nelle asl del Sud, ma almeno tentava di trovare una soluzione a un problema reale. La contro-riforma adottata da questo governo sembra, sinceramente, un po' radicale. Possibile che non si trovi una via di mezzo?

P. S. Io parlo di 60 mila persone, Repubblica ha scritto 50 mila, altri giornali 100 mila. Chi ha ragione? A occhio e croce le cifre giuste dovrebbero essere le mie, oppure quelle di Repubblica, a seconda di come si fanno i conti. I precari che avevano maturato il diritto all'assunzione (secondo le regole della vecchia Finanziaria) erano circa 65 mila, però è vero che alcuni di questi hanno già ottenuto l'assunzione quindi il numero di dipendenti rimasti in sospeso deve essere un po' inferiore. Diciamo fra i 50 e i 60 mila.

mercoledì 30 aprile 2008

I sindacati e Nicolais si lasciano male

Il ministro Luigi Nicolais se ne va, e Cgil-Cisl-Uil lo salutano con una letteraccia. I tre firmatari sono i confederali Michele Gentile, Gianni Baratta e Paolo Pirani. A farli arrabbiare è stata soprattutto quella circolare sul precariato di cui abbiamo parlato in un recente post. I sindacalisti invitano Nicolais a ritirare la sua ultima direttiva. E contestano "la notevole produzione di pareri e circolari che ha caratterizzato l'ultimo mese di permanenza dell'attuale 'management' di Palazzo Vidoni".

venerdì 25 aprile 2008

La stabilizzazione dei precari sarà meno facile del previsto

Nei giorni scorsi il ministro Nicolais ha emesso una circolare interpretativa che restringe abbastanza i confini della stabilizzazione per i precari. Se ne parla in un articolo in edicola domani (sabato) sul Messaggero.

martedì 12 febbraio 2008

I programmi del centrodestra

Secondo i sondaggi attuali, Silvio Berlusconi vincerà le prossime elezioni. Che ne sarà dei dipendenti pubblici?

Ieri abbiamo letto su Repubblica un'intervista di Renato Brunetta, economista molto ascoltato da Berlusconi, uno di coloro che in questi giorni stanno preparando il programma del Popolo della libertà.

Brunetta ha spiegato che il centrodestra vuole, ovviamente, abbassare le tasse. E che perciò intende tagliare la spesa pubblica.
Alla richiesta di definire quali spese si pensa di tagliare, Brunetta indica tre interventi:
- bloccare la delega sui lavori usuranti (cioè ritardare la pensione per gli operai e i lavoratori che fanno turni di notte);
- bloccare la regolarizzazione dei dipendenti pubblici;
- bloccare i contratti della pubblica amministrazione.

Due proposte su tre andrebbero a ricadere sui dipendenti pubblici.
Questo è quello che dice Brunetta, e che forse si scriverà nel programma del Pdl. Naturalmente, un conto è quello che si dice un altro è quello che si fa. Interrompere la sanatoria dei precari? Mica facile, nascerebbe un bell'impiccio giuridico. Congelare gli stipendi? Prima bisogna convincere An, che non ha alcuna intenzione di perdere i voti degli statali e della Cisl.

Del programma del Partito democratico parleremo nel prossimo post.

domenica 10 febbraio 2008

Vanno assunti i medici precari?

A proposito della sanatoria dei precari, l'altro giorno ho scritto un articolo sul Messaggero. In una parentesi, ho accennato al fatto che il diritto all'assunzione non riguarda i docenti universitari e neppure i medici, perché la sanatoria è riservata al personale non dirigente.

I medici precari che hanno letto l'articolo si sono allarmati, e soprattutto disorientati: come sarebbe a dire che l'assunzione non ci spetta? E se davvero non ci spetta, come mai in sei regioni la "stabilizzazione" della dirigenza medica è già partita?

Domanda più che legittima. E' vero che la Finanziaria del 2007 ha aperto una porta alla regolarizzazione dei medici con contratto determinato. Ma lo ha fatto stabilendo che le asl possono assumere un precario, non devono. Semplificando, si può dire che per gli altri dipendenti pubblici precari l'assunzione è - a determinate condizioni - obbligatoria, mentre per i medici è facoltativa.

Di sicuro, negli ospedali italiani si trovano migliaia e migliaia di dottori che da cinque, dieci anni lavorano, visitano, prescrivono cure, affrontano le emergenze, vanno in sala operatoria eppure non hanno un contratto fisso. E' una grande ingiustizia, e una garanzia in meno per i pazienti.

Ma è altrettanto vero che i pazienti vorrebbero avere la certezza di essere curati da un medico che ha sostenuto e superato un regolare concorso pubblico.
Ecco perché il meccanismo della "stabilizzazione" può essere rischioso in campo sanitario. Le norme previste dalle ultime due Finanziarie offrono alle amministrazioni la possibilità di reclutare personale seguendo procedure molto semplificate. E sappiamo come funzionano queste cose in certe asl italiane.

giovedì 29 novembre 2007

Il vero precario

Che vuol dire precario?
La Finanziaria dell'anno scorso e quella (in via di approvazione) di quest'anno tracciano i confini del precariato nella pubblica amministrazione.

Deve considerarsi precario, e quindi deve essere assunto, chi ha accumulato almeno tre anni di lavoro con contratti a termine nel periodo fra il 2002 e il 2007. Inoltre vanno considerati precari gli ex lavoratori socialmente utili.
Gli altri no.
Tutti quelli che non rientrano nei termini della sanatoria stanno protestando.
Protestano quelli che non hanno raggiunto i tre anni di lavoro con i contratti a termine.
Protestano quelli che hanno maturato tre anni di lavoro e magari anche molto di più, ma grazie a contratti che risalgono a prima del 2002.
Protestano i co.co.co.
Protestano gli interinali.
Protestano quelli che sono stati ingaggiati come "liberi professionisti", pur essendo utilizzati come lavoratori dipendenti a tutti gli effetti.
Infine protestano gli "idonei" dei concorsi pubblici. Cioè quelli che non hanno vinto un concorso, ma hanno ottenuto un buon punteggio quindi sono entrati nelle liste d'attesa per una futura assunzione. Pare che siano più di 70 mila.
Protestano tutti. E protestano pure quelli che i requisiti per l'assunzione ce li hanno, perché al momento nessuno è in grado di dire quando saranno veramente assunti.
Quasi quasi a Prodi conveniva non farla per niente, questa benedetta sanatoria.