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giovedì 11 dicembre 2008

All'Agenzia del Territorio si mangia e si canta aspettando il Natale

Gabriella Alemanno, nuova direttrice dell'Agenzia del Territorio (nonché sorella del più famoso sindaco Gianni), si sta preparando al Natale nel migliore dei modi. Ieri sera ha invitato tutti i rappresentanti sindacali a una cena nel Chiostro del Bramante. Stasera invece a Villa Madama la tavola è imbandita per i dirigenti dell'Agenzia. Giovedì prossimo l'appuntamento è in chiesa, nella Basilica di Santa Prassede, per una messa alla quale è invitato a partecipare tutto il personale. Stando a quanto si racconta, la funzione prevederà l'intervento di un coro composto da dipendenti dell'Agenzia, e pare che in questi giorni nei locali di Largo Leopardi si siano svolte le prove del complesso vocale.

Purtroppo non tutti si sono fatti coinvolgere dai sentimenti di amore e concordia che dovrebbero prevalere in questi giorni natalizi. Quei miscredenti della Cgil anzi ne hanno approfittato per lanciare un attacco alla direttrice e - tanto per cambiare - al ministro Brunetta. La Fp-Cgil ha diffuso il comunicato che pubblichiamo di seguito.
(Anche qualche dipendente, o forse qualche dirigente, si è lamentato per i cori negli orari d'ufficio, tanto è vero che l'amministrazione si è poi convinta a trasferire le prove in chiesa).

"A proposito di assenze: comunicato stampa della Funzione Pubblica CGIL Nazionale
Apprendiamo che il 18 dicembre alle ore 10.00 presso la Basilica di S. Prassede, il Direttore dell'Agenzia del Territorio, alla fine della celebrazione liturgica, formulerà gli auguri di Natale al personale.

Noi rispettiamo le scelte religiose di tutti, siano esse quelle dei cattolici, che sappiamo prevalenti nel nostro Paese, sia quelle di tutti gli altri credo, ma anche le scelte dei non credenti.

Proprio per questo ci pare discutibile l'iniziativa in questione che, è bene ricordarlo, si svolge in orario di lavoro.

Inoltre una domanda sorge spontanea: quale tipo di trattenuta verrà fatta a chi parteciperà alla Messa e agli auguri?

In tempi di furia anti-assenteismo, che rimettono in discussione, per fare solo esempi, i permessi per donare il sangue o che tagliano i salari se ci si assenta per visite mediche, una risposta ci è dovuta."

giovedì 4 dicembre 2008

Il contratto delle Agenzie fiscali: ecco gli aumenti 2008-2009

Qui sotto c'è la tabella con tutti gli aumenti previsti dal nuovo contratto delle Agenzie fiscali 2008-2009: l'aumento tabellare e dell'indennità di amministrazione del 2009, gli arretrati del 2008.
Un mese fa, tutti i giornali hanno dato ampio risalto al nuovo contratto dei ministeri. Invece del contratto delle Agenzie, firmato il 24 novembre, non ha scritto una riga nessuno. Perché? Non si sa, così gira l'informazione, è la stampa bellezza.
(Per ingrandire la tabella bisogna cliccarci sopra).

lunedì 16 giugno 2008

Storie di assenteismo

Ogni tanto qualcuno si accorge che non tutti gli assenteisti sono impiegati pubblici. Come dimostra la storia raccontata qualche giorno fa dai cronisti di Rovereto: il dipendente di un'impresa privata è stato beccato dal suo datore di lavoro mentre danzava in televisione in mezzo a due ballerine, sebbene per l'azienda risultasse in malattia. Dal certificato medico risultava soffrire per i "postumi da un'ernia inguinale". L'impresa lo ha licenziato e lo ha pure denunciato per truffa continuata.

Quando si parla di dipendenti pubblici assenteisti si portano sempre ad esempio gli impiegati dei ministeri, dei comuni, gli infermieri degli ospedali, ma nessuno pensa mai di indagare sull'assenteismo nelle forze dell'ordine. Eppure, secondo i dati della Ragioneria, il comparto dei corpi di polizia è quello dove si registra la più alta media di assenze per malattia.
Si pensi a quell'agente di polizia in servizio presso la frontiera del Traforo Monte Bianco di cui hanno parlato recentemente i giornali. Anche lui aveva mandato un certificato medico, anzi tre certificati nell'arco di un mese, che attestavano una "sindrome influenzale" e una "distorsione del polso sinistro". Nel frattempo se ne andava a sciare sulle piste di Courmayeur. I suoi colleghi lo hanno visto e lo hanno denunciato. E' finito sotto processo con l'accusa di truffa aggravata. Il pubblico ministero pensava di aver dimostrato in maniera inequivocabile la sua colpevolezza grazie ai tabulati che segnavano i passaggi dello skypass sugli impianti di risalita. Invece l'agente è stato assolto. L'imputato ha ammesso di essere effettivamente andato in montagna, ma solo per prendere il sole e tirarsi un po' su il morale. L'avvocato difensore ha poi insinuato il dubbio che in realtà il suo assistito avesse prestato a qualche amico lo skypass. Alla fine il giudice ha sentenziato che "al pari di ogni altro dipendente statale assente dal servizio per malattia, il poliziotto non è tenuto a restare in casa". E ha aggiunto che "il dipendente in malattia ha interesse a osservare le prescrizioni che il medico riterrà di impartire per agevolare la completa guarigione, ma non ha certamente l’obbligo di seguirle".

L'ultima storia di assenteismo invece riguarda un burocrate a tutti gli effetti, un impiegato del catasto. Ma un impiegato particolare. Si tratta di una donna, una certa signora Adele, in servizio all'Agenzia del Territorio di Cosenza. La signora ha l'avventura di essere sposata con un presunto boss della 'ndrangheta. L'altro giorno è stata arrestata anche lei, nell'ambito di un'inchiesta su un'organizzazione di usurai. Ma mentre l'impiegata veniva trasferita in carcere, qualcuno in ufficio (evidentemente non informato dell'arresto) strisciava il suo tesserino magnetico per farla risultare presente. Ora i carabinieri stanno indagando sulle presenze in ufficio della dipendente prima dell'arresto. E un'indagine interna è stata aperta anche dall'Agenzia del Territorio, che peraltro è una delle amministrazioni italiane meglio organizzate nel controllo e nella valutazione del personale.

giovedì 29 maggio 2008

Tesoro e Agenzie fiscali, Tremonti blocca i premi di produttività

Come era prevedibile, Giulio Tremonti ha ritirato il decreto cosiddetto delle cartolarizzazioni. Cioè quel provvedimento che ogni anno quantifica le risorse da distribuire ai dipendenti del Tesoro e delle Agenzie fiscali per i premi di produttività.

Il decreto era stato firmato da Padoa-Schioppa pochi giorni prima di lasciare il ministero. In realtà Padoa-Schioppa non aveva fatto altro che ricalcare i precedenti decreti emanati da tutti i suoi predecessori, compreso Tremonti (che anzi è stato il primo ad includere nella distribuzione dei soldi anche i dipendenti del Tesoro, oltre a quelli del fisco).

E allora, se tutti i ministri fanno così da dieci anni, come si spiega ora questo ripensamento? Si spiega con il fatto che questa volta la Guardia di Finanza ha deciso di alzare la voce, reclamando una quota del malloppo. E con il fatto che la Corte dei conti ha recepito le proteste dei finanzieri, sollevando una serie di rilievi sul testo del decreto.

Resta da capire come mai la Corte dei conti abbia scoperto i presunti diritti delle Fiamme gialle soltanto adesso, dopo aver certificato per un decennio la legittimità dei precedenti decreti.

Sulla materia, ecco un articolo pubblicato sul Messaggero di ieri.

venerdì 2 maggio 2008

Anche gli autonomi firmano i contratti

Il signor Fabrizio Francescone, dipendente dell'Agenzia delle Entrate, mi scrive per segnalare una lacuna nei miei precedenti post: non ho mai sottolineato che i sindacati autonomi, pur sparando a zero sui contratti nazionali firmati da Cgil-Cisl-Uil, li firmano poi anch'essi alla chetichella. Fanno così da sempre gli arrabbiatissimi delle Rdb-Cub, fanno così i sindacati "di comparto" come il Salfi alle Agenzie fiscali.

Loro, gli autonomi, rispondono accusando le regole della rappresentanza sindacale. La legge infatti dice: chi non firma i contratti nazionali viene poi escluso dalle trattative per i contratti integrativi. Ecco perché - spiegano - siamo costretti a mettere la nostra sigla su accordi che non ci piacciono.

La legge sulla rappresentanza sindacale (quella che misura la rappresentatività non solo sul numero di tessere, ma anche sui voti espressi da tutti i dipendenti nelle elezioni delle Rsu) fu voluta da Franco Bassanini e Massimo D'Antona nel 1997.

Ho inserito la lettera di Fabrizio Francescone fra i commenti di un post dedicato alle Agenzie fiscali.

venerdì 25 aprile 2008

Premi alle agenzie fiscali e al Mef. Protesta la Guardia di Finanza

Il ministro Padoa-Schioppa ha firmato il cosiddetto decreto delle "cartolarizzazioni". Cioè l'atto con cui si assegnano le risorse per pagare i premi di produttività al ministero dell'Economia e alle agenzie fiscali. Le cifre sono un po' più alte di quelle degli ultimi due anni, anche se si mantengono al di sotto del tetto fissato dalla legge (cioè il 10% in meno delle somme che furono distribuite nel 2004).

La scelta di firmare il decreto ha provocato la reazione polemica della Guardia di Finanza. Il Cocer (sindacato militare) reclama da anni il diritto a partecipare alla spartizione delle risorse ottenute dalla lotta contro l'evasione fiscale. I finanzieri speravano che il governo uscente non firmasse il decreto, per rimettere tutto a una trattativa da avviare con il futuro ministro - si suppone - Tremonti.

I sindacati del pubblico impiego di contro fanno notare che la firma del decreto era un obbligo dettato dalla legge, e che anzi quest'anno la firma è arrivata molto in ritardo rispetto agli anni precedenti.

Altri dettagli sulla vicenda si possono trovare in un articolo sul Messaggero di oggi.
L'articolo purtroppo contiene una evidente imprecisione. C'è scritto che il provvedimento "è stato firmato l'8 marzo scorso, sei giorni prima delle elezioni". Sono riuscito a commettere due errori in una riga sola: il decreto in realtà è stato firmato il 21 aprile, e comunque l'8 marzo non è "sei giorni prima delle elezioni".
A parte il doppio sfondone, il resto dovrebbe essere (fino a prova contraria) corretto.

martedì 22 aprile 2008

Errata corrige: la tabella Agenzie fiscali

Mi è stato giustamente segnalato un errore nella tabella sugli aumenti e gli arretrati delle Agenzie fiscali.
In una colonna si fa riferimento a una vecchia classificazione (da A1 a C3S) che in realtà ha senso solo per quei dipendenti che provengono dai Monopoli di Stato. Ora la tabella è stata doverosamente corretta con l'aggiunta di un asterisco e di una nota.

mercoledì 16 aprile 2008

Aumenti pure alle agenzie fiscali, ma con modifiche normative

E le agenzie fiscali? Dopo due mesi di dibattiti accesi, votazioni e proteste, alla fine anche qui si è arrivati alla firma definitiva. Quindi stanno per entrare in busta paga gli aumenti e gli arretrati (ecco la tabella).
Ma al momento di firmare, i sindacati hanno ottenuto dall'Aran alcune piccole modifiche sulla parte normativa. Cioè quella che più aveva scontentato i lavoratori. I tanti no con cui l'intesa era stata accolta nelle assemblee evidentemente hanno spaventato tutti: Cgil-Cisl-Uil, il governo, l'Aran. Meglio fare qualche cambiamento allora.

Le correzioni sono state tre. Una è puramente formale: il funzionario licenziato perché colto in flagrante reato di corruzione o concussione, se viene successivamente assolto dal tribunale, ha diritto ad essere riammesso in servizio e risarcito del danno. E' una precisazione ovvia, che ribadisce quanto già previsto dal codice civile, dunque non ha conseguenze pratiche.

La seconda correzione invece è sostanziale. Riguarda il famoso "premio di presenza": la prima bozza dell'accordo introduceva una specie di piccola indennità aggiuntiva per coloro che fanno meno di 8 giorni di assenza in un anno; nella versione definitiva questo premio non esiste più. Naturalmente i soldi non andranno perduti: tornano dove sono sempre stati, ovvero nel fondo di amministrazione, quindi alimenteranno i premi di produttività.

La terza correzione definisce meglio i confini degli "alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro", che secondo il nuovo contratto andranno puniti con la sospensione dal servizio fino a 6 mesi. Dunque per "vie di fatto" si dovranno intendere "percosse e lesioni personali, secondo quanto previsto dal codice penale".

giovedì 13 marzo 2008

Le ultime sulle Agenzie fiscali

La situazione alle Agenzie si fa sempre più complicata. Le assemblee sono sospese e dovrebbero restarlo ancora per un bel po', nel frattempo negli uffici si discute e l'esito finale della consultazione sembra molto incerto. I sindacati sono preoccupati.

I dettagli li ho scritti in un articolo sul Messaggero di oggi.

Più avanti vorrei provare a spiegare perché, vista con gli occhi di un osservatore esterno, l'idea di non approvare questo contratto nazionale appare quantomeno bizzarra.
Nel frattempo devo correggere una piccola imprecisione. Nel precedente post ho scritto che grazie al contratto la trattenuta per i giorni di malattia verrà recuperata e redistribuita come premio di presenza. In realtà - mi è stato fatto notare - quei soldi già confluivano nel Fondo unico di amministrazione. Quindi con il nuovo contratto cambierebbe soltanto il meccanismo di distribuzione delle risorse.

lunedì 10 marzo 2008

C'è nervosismo alle Agenzie fiscali

Pare che la firma del nuovo contratto nazionale abbia portato parecchio scompiglio nelle Agenzie fiscali.

Pare che la gente sia scontenta del risultato finale: i sindacati avevano promesso cose che per il momento non sono riusciti a ottenere. Per esempio l'abolizione della trattenuta sulla malattia (che peraltro viene recuperata sotto forma di premio alla presenza). O lo spostamento dell'indennità di amministrazione sul salario tabellare.

Pare che i rappresentanti di comparto della Uil abbiano provato a prendere le distanze dal contratto.

Pare che quelli di Cgil e Cisl si siano infastiditi, visto che sul contratto di firme della Uil ce ne sono un groviglio (si riconoscono gli scarabocchi di Pirani, Bosco, forse Cefalo, forse Macilenti e altri ancora).

Pare che, per tutti questi motivi, nelle agenzie siano state sospese le assemblee, almeno fino a mercoledì. Perché, pare, mercoledì ci sarà un incontro chiarificatore fra i segretari generali dei tre sindacati.
Pare anche che Cgil e Cisl siano intenzionate a tenere comunque le loro assemblee, pur sapendo che voleranno gli stracci.

Pare che fra i motivi del contendere ci sia anche la norma contrattuale che consente di licenziare i funzionari corrotti colti in flagranza di reato. Norma a cui la Uil si è strenuamente opposta durante le trattative.

Pare. Ma attenzione: su questa storia ognuno fornisce una versione diversa. E non si riesce a capire quale sia quella vera.

lunedì 3 marzo 2008

Alle Agenzie fiscali circa 1.800 € di arretrati

Ecco finalmente la tabella con aumenti e arretrati della agenzie fiscali. Rispetto ad altre tabelle preparate dai sindacati e rintracciabili anche su internet, questa indica una cifra più alta. Il motivo è presto spiegato: io ho calcolato gli arretrati che si saranno maturati con la busta paga di maggio, cioè nel mese in cui presumibilmente entrerà in vigore il nuovo contratto; i sindacati invece, per prudenza, si sono fermati a dicembre o a febbraio.

Assenze, proposta di Dell'Aringa

Oggi il Sole 24 ore ha pubblicato due pagine tutte cifre e commenti dedicate al tema dell'assenteismo. Sugli altri contenuti mi soffermerò magari in un altro post, per ora vorrei dedicarmi all'interessante editoriale di Carlo Dell'Aringa.

Rispetto a tanti altri commentatori che parlano di pubblico impiego senza sapere cosa dicono, Dell'Aringa ha il grande pregio di conoscere la materia, avendo un passato da presidente dell'Aran. Dunque il professore avanza una proposta: puniamo quelle amministrazioni dove non si fanno i dovuti controlli per combattere l'assenteismo. Punirle come? Per esempio: "i fondi per i premi di produttività, che molto spesso vengono dati a pioggia, non dovrebbero essere attribuiti a quelle amministrazioni il cui tasso di assenteismo oltrepassasse limiti fisiologici".

La proposta è indubbiamente interessante. Ma non si può non sollevare un'obiezione. Oggi fra le amministrazioni con il più alto numero di assenze ci sono le agenzie fiscali. Cioè proprio quelle amministrazioni dove - è opinione unanime - i premi di produttività vengono distribuiti nel modo più serio e meritocratico. E dove già oggi esistono penalizzazioni anche pesanti per ogni giorno di malattia.

martedì 26 febbraio 2008

Nel contratto delle Agenzie fiscali aumenti e qualche sorpresa

Ieri notte è stato firmato il contratto delle agenzie fiscali. I contenuti dell'accordo si trovano su tutti i giornali di oggi, a cominciare dal Messaggero. Rispetto a quanto abbiamo raccontato nei giorni scorsi su PUBBLICO DOMINIO, la sorpresa sta nel fatto che alla fine il licenziamento immediato di corrotti e concussori è stato effettivamente inserito nel testo. I sindacati hanno accolto la richiesta dell'Aran e delle amministrazioni: Cgil e Cisl erano sempre state abbastanza d'accordo, purché la cosa fosse limitata ai casi di flagranza di reato; la Uil invece ha fatto resistenza fino all'ultimo, poi ha ceduto.

Invece la questione della trattenuta sulla busta paga dei malati è stata rinviata al prossimo contratto, come annunciato. Su questo punto però i sindacati hanno ottenuto due piccoli risultati.
Primo: il testo firmato dall'Aran riconosce esplicitamente "la necessità di rivedere la disciplina relativa alla decurtazione".
Secondo: nel frattempo, è stato previsto un meccanismo per ridistribuire fra i dipendenti i soldi che l'amministrazione risparmia grazie alla trattenuta.
L'idea è semplice: queste risorse serviranno a pagare un particolare premio di produttività annuale, destinato a tutti coloro che nell'arco dei dodici mesi avranno fatto meno di 8 giorni di assenza. Sicuramente non saranno grandi somme, ma è sempre meglio un euro in più che uno in meno.

Quanto agli aumenti di stipendio, si prevedono circa 95 euro lordi di incremento medio sul salario tabellare, altri 7 euro e mezzo circa sull'indennità di amministrazione. A questi soldi bisogna aggiungere altri 12 euro circa di aumento sui premi di produttività, e infine altri soldi che serviranno a "riparametrare" le indennità di amministrazione e dunque andranno a beneficio solo di poche persone (se andassero a tutti sarebbero 2 euro e mezzo a persona). Così si arriva a un aumento complessivo di 116 euro lordi.

Il contratto dovrebbe entrare in vigore a maggio. Con la prima bustra paga ci saranno gli arretrati, che in media dovrebbero ammontare a circa 1.800 euro lordi.
Più tardi, se troverò il tempo, metterò in rete una tabella con il calcolo degli arretrati per tutte le qualifiche.

venerdì 22 febbraio 2008

Abolire la tassa sulla malattia

Se uno statale fa un giorno di malattia ci rimette dei soldi. Spesso si fa dell'ironia sui dipendenti pubblici assenteisti, e qualche volta anche a ragione. Ma resta il fatto che il lavoro pubblico è forse l'unico settore in cui esiste una penalizzazione di questo genere.

Cgil, Cisl e Uil la considerano una anomalia da eliminare. Lo chiedono da tempo, in particolare per le agenzie fiscali, cioè il comparto dove la trattenuta per malattia è più alta: può arrivare a qualche decina di euro per ogni giorno di lavoro perso.
I sindacati volevano che la penalità fosse abolita subito, con il rinnovo contrattuale in via di definizione. Ma questa come le altre rivendicazioni sono ormai slittate al prossimo contratto, per i motivi che abbiamo già spiegato in un precedente post.

Sta di fatto che la pratica è soltanto rinviata, e se la ritroverà sul tavolo il prossimo ministro della Funzione pubblica, che sia Pietro Ichino o Renato Brunetta. Al di là delle aspettative nutrite dai dipendenti, in effetti ci sono diversi elementi per ritenere che la penalità non abbia sortito grandi risultati.

I dati della Ragioneria mostrano che i due comparti dove si fanno più assenze per malattia sono agenzie fiscali e ministeri. In entrambi è prevista la trattenuta. Invece in altri comparti dove la trattenuta non c'è si ha una percentuale di assenze pro capite inferiore.

Sembra un paradosso, ma una spiegazione forse c'è. Secondo il contratto, il danno in busta paga si subisce soltanto se l'assenza dura meno di quindici giorni. Arrivato al quindicesimo giorno consecutivo, non si applica più la penalità neanche per un giorno. In questo modo la penalità diventa, invece che un deterrente, un incentivo a prolungare la malattia almeno fino alla terza settimana.

Ecco perché può avere un senso rimettere in discussione la tassa sul certificato medico. Fermo restando che l'assenteismo nel pubblico impiego, per quanto sopravvalutato dai media, è comunque un problema che in qualche modo, prima o poi, andrà affrontato. L'importante è farlo con strumenti che funzionino davvero.

mercoledì 20 febbraio 2008

L'inquisito deve essere licenziato?

Secondo il luogo comune, in Italia i dipendenti pubblici sono intoccabili. Uno statale non perde mai il posto, si dice, neppure se commette il peggiore dei crimini. In realtà non è così, anzi ogni anno nelle amministrazioni vengono licenziate decine e decine di persone. E' la regola del "fattoide" che infesta il dibattito pubblico nel nostro paese e in tutto il mondo: ne abbiamo già parlato in un altro post.

I lavoratori che vengono licenziati sono tanti, ma sicuramente meno di quelli che lo meriterebbero. Non perché i dipendenti pubblici siano disonesti, ma perché sono tanti. E' un fatto statistico: fra 3 milioni e mezzo di impiegati e funzionari, è inevitabile che si nasconda qualche centinaio di malfattori (100 su 3 milioni e mezzo significa appena lo 0,003% del personale).

Le cronache raccontano spesso di condannati per reati gravi che rimangono al loro posto di lavoro. E' successo e continua a succedere: bidelli pedofili ancora in servizio nella loro scuola, tangentari che restano seduti dietro la loro scrivania, uscieri rapinatori e via scorrendo il codice penale.

Una prima contromisura è stata presa con il nuovo contratto nazionale dei ministeri. Con il consenso dei sindacati, è stata abolita dal contratto la regola in base alla quale un dipendente inquisito non poteva essere sospeso per più di cinque anni. Si sa che in Italia i processi (fra primo grado, appello e cassazione) possono durare anche una decina d'anni, dunque il limite di cinque anni garantiva di fatto il ritorno in ufficio anche ai peggiori criminali.
L'accordo raggiunto per i ministeri sarà esteso all'imminente contratto delle agenzie fiscali, e poi si spera anche a tutti gli altri contratti nazionali.

Ma il problema non si può considerare risolto. Il vero nodo da sciogliere è un altro. Si chiama: "pregiudiziale penale". Ovvero quel principio, anch'esso previsto dai contratti, secondo cui un inquisito non può essere licenziato finché non arriva la sentenza definitiva. Al massimo può essere sospeso, ma non licenziato. La regola produce due effetti:
- primo, che essendo sospeso il dipendente inquisito continua a ricevere la metà dello stipendio;
- secondo, che spesso l'ultima sentenza penale arriva quando sono scaduti i termini della prescrizione nei procedimenti disciplinari, per cui alla fine il licenziamento non è più possibile.
Ecco perché a volte il lavoratore pubblico riesce a salvare il posto anche dopo una condanna.

Le agenzie fiscali vorrebbero abolire la pregiudiziale penale, almeno per i reati più gravi (come corruzione e concussione) e in caso di flagranza di reato. La richiesta era stata avanzata a Cgil, Cisl e Uil in sede di rinnovo del contratto. Fra i tre grandi sindacati qualcuno era disposto a discuterne, qualcun altro preferiva di no. Alla fine si è deciso di rinviare la discussione al prossimo contratto, e al prossimo governo. Anche perché forse è più corretto affrontare il tema in una trattativa generale per tutto il pubblico impiego: i corrotti non stanno soltanto nelle agenzie fiscali.

lunedì 18 febbraio 2008

Agenzie fiscali, finisce in pareggio la partita degli stipendi

Come per gli enti locali, anche per le quattro agenzie fiscali il nuovo contratto dovrebbe essere firmato a fine mese. I contenuti dell'accordo sono già abbastanza definiti. L'aumento medio in busta paga sarà di 117 euro lordi mensili, cifra che (in proporzione allo stipendio di partenza) corrisponde ai 101 euro già ottenuti dai ministeriali.

Sarà un contratto, per così dire, di transizione. Sia i sindacati sia le amministrazioni hanno deciso di rinviare le questioni più critiche al contratto del prossimo biennio. Del resto, non si poteva pensare di prendere decisioni importanti senza la copertura di un governo nel pieno dei suoi poteri.

Pur di chiudere subito l'accordo (e portare al più presto gli aumenti nelle buste paga) entrambe le parti hanno per il momento accantonato le loro richieste più impegnative. Perciò questo contratto non adotterà le misure normative più severe che le agenzie chiedevano in materia disciplinare. Ma non ci sarà neppure una misura che invece stava molto a cuore ai dipendenti: lo spostamento sul salario tabellare (la parte fissa dello stipendio) di una quota del salario accessorio (la parte variabile, legata alla produttività).

Per capirci: oggi i premi di produttività pagati alle Entrate sono calcolati in percentuale sulle risorse che l'agenzia riscuote grazie agli accertamenti fiscali; ma siccome una parte di queste riscossioni può essere ormai considerata un fatto acquisito, anche una parte dei premi si può spostare per sempre nello stipendio fisso.
L'idea era stata parzialmente accolta dagli stessi vertici delle agenzie, ma è mancato il consenso del ministero dell'Economia. Se ne riparlerà al prossimo contratto, con il prossimo governo.

Per questo contratto intanto l'appuntamento è fissato per venerdì 29 all'Aran.

giovedì 7 febbraio 2008

Un contratto non si nega a nessuno

Ricevo tante email da dipendenti pubblici che protestano perché il loro contratto nazionale non è stato ancora rinnovato. "I nostri stipendi sono fermi, voi giornalisti dovete dirlo!" Hanno ragione, non è possibile che nel 2008 si debbano ancora aspettare gli aumenti del 2006-2007.

C'è però un aspetto che non viene mai sottolineato. Molti di coloro che si lamentano lavorano in un piccolo comparto: la Presidenza del Consiglio, i conservatori, le Camere di commercio. Al che, sorge spontanea la domanda: ma non vi conveniva stare in un comparto più grande?
I dipendenti della Presidenza, per esempio, se non si fossero separati dagli altri ministeriali avrebbero avuto già da tempo i loro aumenti con tutti gli arretrati. Hanno preferito andarsene per conto loro, sperando di ottenere così un trattamento economico di favore. Qualche vantaggio forse lo avranno pure, ma per adesso si vedono soprattutto i danni.
Un discorso simile si può fare per le agenzie fiscali, il cui contratto in questi giorni si è impantanato all'Aran. Oppure per i conservatori e le accademie, che sarebbero in procinto di incassare i loro aumenti se non fossero scorporati dal contratto della scuola.

Per rivalutare gli stipendi di tutti dipendenti pubblici bisogna scrivere, firmare e far approvare ben 33 accordi nazionali: i comparti sono 11, più 8 aree dirigenziali, più i 7 enti ex articolo 70 (Enea, Enac, Asi, Cassa depositi e prestiti, Unioncamere, Cnel, Coni), ciascuno diviso fra impiegati e dirigenti.
Si arriva addirittura al paradosso di un contratto nazionale che riguarda appena 8 persone, tanti sono i dirigenti del Cnel.

Fra le semplificazioni burocratiche di cui tanto si parla, forse varrebbe la pena di semplificare anche il sistema dei contratti. I primi a guadagnarci sarebbero i lavoratori pubblici.

domenica 3 febbraio 2008

I contratti, le manifestazioni e il governo che non c'è

Oggi i dipendenti delle quattro agenzie fiscali scendono in piazza. Assemblee negli uffici e manifestazioni in tutta Italia, organizzate da Cgil Cisl e Uil, con conclusivo presidio sotto le finestre dell'Aran, in via del Corso a Roma.
Il motivo per cui le agenzie protestano è ovvio: siamo già nel 2008, ma il rinnovo del contratto nazionale 2006-2007 ancora non arriva. Nelle stesse condizioni si trovano i dipendenti delle asl e quelli degli enti locali. In tutto sono quasi un milione e mezzo di persone in attesa di aumento.
La crisi politica ha ulteriormente complicato le cose. Nei prossimi mesi probabilmente molti lavoratori pubblici scenderanno in piazza per reclamare i loro diritti. Purtroppo, finché l'Italia sarà senza governo, loro protesteranno ma nessuno potrà rispondere.