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sabato 6 giugno 2009

Gli aumenti e gli arretrati del contratto Enti locali

Questa è la tabella con tutti gli aumenti e gli arretrati previsti dal nuovo contratto di regioni, province e regioni. Tutte le cifre sono al lordo di tasse e contributi.
(Cliccare per ingrandire).

mercoledì 4 febbraio 2009

Agli statali 70 euro subito. Agli enti locali per ora niente, ma poi qualcosa in più

Il ministro Brunetta ha convocato una conferenza stampa per "importanti comunicazioni sul rinnovo del contratto statali". Quali erano queste importanti comunicazioni? Essenzialmente due:
1. L'aumento di 70 euro lordi entrerà nelle buste paga dal mese di febbraio. Veramente si sapeva già, ma quando si tratta di dare questo tipo di notizie i ministri non hanno mai paura di essere ripetitivi.
2. Per gli enti locali e la sanità l'aumento invece ancora non arriva, ma la colpa - ci tiene a sottolineare Brunetta - non è del ministro. La colpa è di regioni, province e comuni, che hanno scelto di aspettare la firma del contratto prima di erogare gli aumenti, sebbene una norma di legge consentirebbe alle amministrazioni di farlo sin d'ora.

Sul primo punto si sofferma un articolo pubblicato oggi dal Messaggero. Quanto al secondo punto, quello che riguarda i lavoratori degli enti locali, vale la pena di aggiungere qualche osservazione in più.

Mentre nei comparti dello Stato centrale (ministeri, scuola, agenzie fiscali, enti parastatali) il contratto è stato firmato ed è ormai in vigore o sta per esserlo, nelle amministrazioni locali i tempi sono ancora lunghi. Questo dipende dal fatto che la Ragioneria generale ha finora fornito un parere negativo sulla bozza di accordo che dovrebbe essere siglata. In queste condizioni - dicono comuni, province e regioni - noi non possiamo pagare gli aumenti, non possiamo erogare soldi finché non otteniamo una copertura dalla Ragioneria. Brunetta ribatte che invece possono farlo, anzi lo ha scritto in una lettera indirizzata ai rappresentanti dei sindaci (il fiorentino Domenici), dei presidenti di regione (l'emiliano-romagnolo Errani), dei presidenti di provincia (il reatino Melilli). Lettera che si può leggere in fondo a questo post.

Ma perché la Ragioneria si oppone ai contratti di enti locali e sanità? Il fatto è che gli enti locali indentono concedere ai loro dipendenti qualcosa in più di quanto il governo ha previsto per gli statali. Qualche euro di aumento in più, e qualche garanzia normativa in più (per esempio si dovrebbero limitare le trattenute sui giorni di malattia). La Ragioneria considera però illegittime questo tipo di migliorie: una norma di legge del 2002 vieterebbe le disparità di trattamento fra i vari comparti della pubblica amministrazione.

E' chiaro che prima o poi la situazione si dovrà in qualche modo sbloccare. Sembra difficile che gli enti locali rinuncino alla loro intenzione di venire incontro alle richieste sindacali. L'aggiunta di qualche concessione è oltretutto indispensabile per ottenere la firma anche della Cgil, che finora non ha firmato i contratti nazionali dello Stato. Per gli amministratori locali (che sono in buona parte di centrosinistra) l'unità sindacale è fondamentale: come potrebbe un sindaco del Pd fare uno sgarbo del genere alla Cgil?

Se così stanno le cose, sembra inevitabile che alla fine i dipendenti di comuni, province, regioni e asl otterranno un contratto leggermente migliore rispetto ai loro colleghi statali. Per il momento non stanno vedendo neanche un euro di aumento, ma fra qualche mese forse potranno dire che a loro è andata meglio. Peraltro non si può escludere che in questa o quella amministrazione si decida di erogare almeno un anticipo: la legge di Brunetta consente a sindaci e presidenti di scegliere autonomamente se pagare o no.

Ecco dunque la lettera di Brunetta indirizzata al presidente dell'Anci (comuni), a quello dell'Upi (province) e a quello della Conferenza dei presidenti di regione.

"Ti scrivo in merito ai rinnovi contrattuali per il personale dipendente delle amministrazioni pubbliche, relativi al biennio in corso 2008 - 2009.
Come sai, negli ultimi mesi sono stati sottoscritti dall'ARAN e dalle organizzazioni sindacali rappresentative quasi tutti i contratti collettivi per il personale del settore Stato, riguardanti il predetto biennio economico; ciò consentirà di attribuire sollecitamente, non appena ultimate le procedure previste, i benefici economici spettanti.
Per i rinnovi contrattuali della Sanità, le relative procedure di contrattazione collettiva, invece, sono in una fase del tutto iniziale, considerato che sono stati da poco inviati all'ARAN i relativi atti di indirizzo; inoltre, per i rinnovi contrattuali del personale delle Regioni e delle Autonomie locali, a tutt'oggi non risultano ancora varati i necessari atti di indirizzo.
Rilevato quanto sopra, mi sembra utile, da parte mia, evidenziarti che la legge finanziaria per il 2009 (l. 22 dicembre 2008, n. 203), all'articolo 2, comma 35, con disposizioni applicabili a tutto il personale pubblico, ivi compreso anche il personale dipendente delle amministrazioni regionali e locali nonché del Servizio sanitario nazionale, prevede la possibilità di erogare direttamente le somme spettanti, sentite le organizzazioni sindacali e salvo conguaglio all'atto della stipulazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
Pertanto, al fine di evitare prevedibili disallineamenti conseguenti ai tempi necessari per i rinnovi contrattuali e nell'ottica di assicurare quanto prima a tutti i dipendenti pubblici i benefici economici del biennio, Ti segnalo l'opportunità, ferme restando le valutazioni e le determinazioni nell'ambito delle proprie autonome competenze, di utilizzare le citate disposizioni della legge finanziaria per il 2009".
Renato Brunetta

venerdì 11 aprile 2008

Firmato il contratto degli enti locali

I dipendenti di comuni, province e regioni potranno ricevere gli aumenti e gli arretrati nella busta paga del prossimo mese, o al massimo in quella di giugno. Oggi il contratto nazionale degli enti locali è stato definitivamente firmato dai sindacati e dall'Aran.
Per qualche giorno si era temuto che la pratica venisse rinviata. La Corte dei conti infatti aveva deciso di non certificare la pre-intesa siglata lo scorso 28 febbraio. Motivo: secondo i giudici il contratto è troppo generoso, o perlomeno sono troppi i soldi concessi nella busta paga fissa, non legati "a miglioramenti di produttività".

I sindacati e il comitato di settore (cioè governo e amministrazioni locali) hanno deciso in sostanza di ignorare le obiezioni della Corte. Alcune correzioni all'accordo sono state apportate, ma non correzioni sostanziali. In un documento unitario, Cgil-Cisl-Uil descrivono nel dettaglio i cambiamenti del testo, sottolineando come queste modifiche non modificano "se non in modo formale" i contenuti dell'accordo.

Cose che succedono due giorni prima delle elezioni.

E così, salvo sorprese nelle singole amministrazioni, fra maggio e giugno 700 mila lavoratori pubblici riceveranno gli aumenti e gli arretrati che si possono verificare nella nostra tabella.

martedì 4 marzo 2008

Contratto degli enti locali: in media oltre 1.500 € di arretrati a maggio

Dopo quella delle Agenzie fiscali, ecco la tabella con gli arretrati degli enti locali (dipendenti comunali, provinciali, regionali).
Il procedimento seguito è sempre lo stesso: la somma calcolata include tutte le mensilità di aumento maturate fino al prossimo maggio, nell'ipotesi (molto verosimile) che il contratto venga firmato definitivamente ad aprile.

venerdì 29 febbraio 2008

Agli enti locali 101 €, alla sanità 103

Questa notte è stato firmato il nuovo contratto della sanità, che porterà nelle buste paga in media 103 euro lordi al mese.
L'altra notte invece è arrivato il rinnovo degli enti locali. Come previsto, ci sono circa 90 euro lordi medi sul salario fisso e circa 10 sulla produttività, per un totale di 101 euro lordi al mese. I soldi dovrebbero essere pagati presumibilmente a maggio.
I dettagli degli aumenti e degli arretrati li vedremo in questi giorni, così come quelli (già promessi, e scusate il ritardo) delle agenzie fiscali.

Per adesso mi limito a un'ingenua domanda:
ma perché i contratti si firmano sempre di notte?
Lo domando da anni a tutti i sindacalisti, nessuno mi ha mai saputo dare una risposta.

venerdì 15 febbraio 2008

Ecco il contratto degli enti locali: più soldi che ai ministeriali

Come anticipato ieri, ecco le buone notizie per i dipendenti di comuni, province e regioni. Il contratto degli enti locali dovrebbe essere vicino alla firma. Ed è un contratto che porta un bell'aumento.
L'annuncio viene dal comitato di settore, cioè dall'organismo che rappresenta le amministrazioni. La soluzione che ha ricevuto il via libera dei sindaci concede un incremento salariale medio di 101 euro, di cui 90 euro sul salario "tabellare" (lo stipendio fisso) e il resto sull'accessorio (premi e indennità varie).

Le cifre sono le stesse già previste dal contratto dei ministeri. Con la differenza che lo stipendio medio di partenza negli enti locali è più basso. Quindi per un dipendente comunale la rivalutazione sarà un po' più alta che per un ministeriale.

Va detto che a 101 euro si potrà arrivare soltanto nei comuni virtuosi, cioè quelli che hanno i conti a posto e un giusto rapporto fra spese di personale ed entrate. Dove non ci sono questi due requisiti, non si possono distribuire aumenti del salario accessorio. Comunque i 90 euro in più sullo stipendio fisso tabellare spettano a tutti, senza eccezioni.

A queste condizioni, l'accordo con i sindacati sembra fatto e la firma all'Aran può arrivare in pochi giorni. Resta un'incognita: il Tesoro darà il suo via libera a un contratto che di fatto supera i limiti di spesa previsti inizialmente?

giovedì 14 febbraio 2008

Contratto enti locali, forse ci siamo

E' una vecchia regola del sindacalismo: quando non parla più nessuno, è segno che la trattativa si sta per chiudere.
Da un po' di giorni sulla questione dei rinnovi contrattuali non vola più una mosca: niente dichiarazioni dei sindacalisti, niente comunicati, niente minacce e niente "tavoli" da convocare. Sicuramente sta succedendo qualcosa.

Pare che il contratto degli enti locali sia una questione di giorni se non di ore. E pare che l'aumento concordato possa essere abbastanza alto: in proporzione, un po' più alto di quello strappato dagli statali.

A conferma del fatto che tira una buona aria, oggi le Rdb-Cub hanno sciolto il loro presidio davanti alla sede dell'Anci (l'associazione dei comuni). In questi minuti la loro delegazione sta incontrando Lucio D'Ubaldo, l'assessore del Comune di Roma che rappresenta le amministrazioni locali all'Aran (per la precisione, presiede il "comitato di settore").

Qualche buona notizia sul contratto potrebbe arrivare già domani.

mercoledì 13 febbraio 2008

Il programma di Veltroni

Dopo un primo accenno al programma di Berlusconi, bisognerebbe parlare di quello del Partito democratico. Non tanto dei contenuti, perché quelli li conosceremo nel dettaglio sabato prossimo, quanto degli autori.
Walter Veltroni ha affidato il compito di compilare il programma del suo partito al senatore Enrico Morando. Il quale si è affidato a una serie di consulenti. Fra questi, ci sono alcune vecchie conoscenze dei dipendenti pubblici.

Per esempio, l'ex presidente dell'Aran Carlo Dell'Aringa. Oppure Nicola Rossi, economista che negli ultimi anni ha assunto posizioni non sempre gradite ai sindacati del settore pubblico.
Fra gli esperti ascoltati da Morando c'è anche Pietro Ichino, quello che ha ingaggiato una sfida quasi personale con i terribili "fannulloni" del pubblico impiego. Non solo, ma gira voce che il professor Ichino potrebbe addirittura essere candidato dal Pd in Lombardia.

A leggere questi nomi, i dipendenti pubblici potrebbero forse avvertire l'istinto di mettersi in fila già oggi fuori dal seggio elettorale per votare Berlusconi. In realtà non dovrebbero preoccuparsi più di tanto. Se Veltroni vuole provare a vincere le elezioni (o perlomeno a pareggiarle) non può mica presentarsi agli italiani promettendo di licenziare la metà degli statali e di bloccare lo stipendio all'altra metà. Potete scommetterci: il programma del Pd prevederà di ridurre la spesa per il personale pubblico ma anche di aumentare il numero dei dipendenti e i loro stipendi.

Per adesso, nella sua prima uscita a "Porta a porta", Veltroni si è limitato a ipotizzare interventi abbastanza sopportabili (e abbastanza sensati):
- primo, abolire le province dove ci sono le aree metropolitane, cioè le province di Roma e Milano;
- secondo, accorpare i comuni che hanno meno di 500 abitanti.
Come da slogan: si può fare.