Il taglio dei fondi per i contratti integrativi previsti dal decreto finanziario di Tremonti ha cominciato a far sentire i suoi effetti. Le prime (e per ora uniche) vittime sono i dipendenti del ministero dell'Ambiente. Nel frattempo il governo discute su come, dove e quando recuperare le risorse tagliate, visto che così ci si è impegnati a fare nell'accordo firmato con Cisl e Uil.
Di tutto questo si parla in un articolo pubblicato oggi su Il Messaggero.
Per rinfrescarsi la memoria, questa è la tabella con i tagli che subiscono le buste paga in virtù del decreto Tremonti. Per quasi tutte le amministrazioni la decurtazione avverrebbe nel 2010 o nel 2011. Per l'Ambiente invece il danno si può avvertire sin d'ora.
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domenica 15 febbraio 2009
venerdì 1 agosto 2008
Ancora sul ministero della Salute
A proposito del precedente post sui fondi di amministrazione.
Mi è stato fatto notare che al ministero della Salute l'indennità di amministrazione rimane molto bassa. E che negli ultimi contratti nazionali l'indennità di quel ministero è stata rivalutata meno del dovuto proprio per compensare il privilegio di avere un integrativo così consistente.
Dunque, se è vero che il fondo dei contratti integrativi è effettivamente più ricco che in altre amministrazioni, un'altra voce della retribuzione resta più povera. Ed è una voce stabile della busta paga, che nessuno può toccare, non un premio integrativo, per definizione incerto.
Obiezione accolta. Anche se le cifre dell'indennità di amministrazione non credo siano confrontabili con quelle dei fondi di amministrazione.
Mi è stato fatto notare che al ministero della Salute l'indennità di amministrazione rimane molto bassa. E che negli ultimi contratti nazionali l'indennità di quel ministero è stata rivalutata meno del dovuto proprio per compensare il privilegio di avere un integrativo così consistente.
Dunque, se è vero che il fondo dei contratti integrativi è effettivamente più ricco che in altre amministrazioni, un'altra voce della retribuzione resta più povera. Ed è una voce stabile della busta paga, che nessuno può toccare, non un premio integrativo, per definizione incerto.
Obiezione accolta. Anche se le cifre dell'indennità di amministrazione non credo siano confrontabili con quelle dei fondi di amministrazione.
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lunedì 18 febbraio 2008
Agenzie fiscali, finisce in pareggio la partita degli stipendi
Come per gli enti locali, anche per le quattro agenzie fiscali il nuovo contratto dovrebbe essere firmato a fine mese. I contenuti dell'accordo sono già abbastanza definiti. L'aumento medio in busta paga sarà di 117 euro lordi mensili, cifra che (in proporzione allo stipendio di partenza) corrisponde ai 101 euro già ottenuti dai ministeriali.
Sarà un contratto, per così dire, di transizione. Sia i sindacati sia le amministrazioni hanno deciso di rinviare le questioni più critiche al contratto del prossimo biennio. Del resto, non si poteva pensare di prendere decisioni importanti senza la copertura di un governo nel pieno dei suoi poteri.
Pur di chiudere subito l'accordo (e portare al più presto gli aumenti nelle buste paga) entrambe le parti hanno per il momento accantonato le loro richieste più impegnative. Perciò questo contratto non adotterà le misure normative più severe che le agenzie chiedevano in materia disciplinare. Ma non ci sarà neppure una misura che invece stava molto a cuore ai dipendenti: lo spostamento sul salario tabellare (la parte fissa dello stipendio) di una quota del salario accessorio (la parte variabile, legata alla produttività).
Per capirci: oggi i premi di produttività pagati alle Entrate sono calcolati in percentuale sulle risorse che l'agenzia riscuote grazie agli accertamenti fiscali; ma siccome una parte di queste riscossioni può essere ormai considerata un fatto acquisito, anche una parte dei premi si può spostare per sempre nello stipendio fisso.
L'idea era stata parzialmente accolta dagli stessi vertici delle agenzie, ma è mancato il consenso del ministero dell'Economia. Se ne riparlerà al prossimo contratto, con il prossimo governo.
Per questo contratto intanto l'appuntamento è fissato per venerdì 29 all'Aran.
Sarà un contratto, per così dire, di transizione. Sia i sindacati sia le amministrazioni hanno deciso di rinviare le questioni più critiche al contratto del prossimo biennio. Del resto, non si poteva pensare di prendere decisioni importanti senza la copertura di un governo nel pieno dei suoi poteri.
Pur di chiudere subito l'accordo (e portare al più presto gli aumenti nelle buste paga) entrambe le parti hanno per il momento accantonato le loro richieste più impegnative. Perciò questo contratto non adotterà le misure normative più severe che le agenzie chiedevano in materia disciplinare. Ma non ci sarà neppure una misura che invece stava molto a cuore ai dipendenti: lo spostamento sul salario tabellare (la parte fissa dello stipendio) di una quota del salario accessorio (la parte variabile, legata alla produttività).
Per capirci: oggi i premi di produttività pagati alle Entrate sono calcolati in percentuale sulle risorse che l'agenzia riscuote grazie agli accertamenti fiscali; ma siccome una parte di queste riscossioni può essere ormai considerata un fatto acquisito, anche una parte dei premi si può spostare per sempre nello stipendio fisso.
L'idea era stata parzialmente accolta dagli stessi vertici delle agenzie, ma è mancato il consenso del ministero dell'Economia. Se ne riparlerà al prossimo contratto, con il prossimo governo.
Per questo contratto intanto l'appuntamento è fissato per venerdì 29 all'Aran.
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lunedì 21 gennaio 2008
Una lettera di Roberto Abatecola
Alcuni giorni fa ho scritto un post in cui facevo i complimenti a Roberto Abatecola, ex direttore del Service per il personale del Tesoro, l'uomo che per trenta anni ha preparato le buste paga dei lavoratori statali.
Il giorno dopo Abatecola mi ha scritto una lettera autorizzandomi a pubblicarla su PUBBLICO DOMINIO.
La lettera mi sembra piuttosto interessante. Per alcuni inconvenienti tecnici che non sto a spiegare, sono riuscito a metterla in rete soltanto ora, con molti giorni di ritardo. Meglio tardi che mai.
Ecco dunque la lettera del dottor Abatecola.
Il giorno dopo Abatecola mi ha scritto una lettera autorizzandomi a pubblicarla su PUBBLICO DOMINIO.
La lettera mi sembra piuttosto interessante. Per alcuni inconvenienti tecnici che non sto a spiegare, sono riuscito a metterla in rete soltanto ora, con molti giorni di ritardo. Meglio tardi che mai.
Ecco dunque la lettera del dottor Abatecola.
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lunedì 7 gennaio 2008
Chi prepara le buste paga
Ai dipendenti pubblici può sembrare normale che i loro stipendi arrivino regolarmente tutti i mesi, in genere senza errori, e che le buste paga recepiscano i rinnovi contrattuali pochi giorni dopo la loro entrata in vigore. Può sembrare normale e invece tanto normale non è, se pensiamo a quanto possano essere sgangherate e approssimative a volte le strutture della burocrazia statale.
Il merito va a un ufficio del ministero dell'Economia: il Service per il personale del Tesoro (detto anche Spt). Un ufficio che ogni mese elabora quasi un milione e mezzo di cedolini, li trasmette ad altrettanti lavoratori statali e provvede ai pagamenti.
Oggi è andato in pensione il dirigente che ha creato Spt e che l'ha sempre guidato in questi anni. Si chiama Roberto Abatecola, e qualche tempo fa il settimanale Panorama lo ha definito "eroe del lavoro pubblico". Magari eroe è un po' troppo, ma almeno i complimenti vale la pena di farglieli.
Alla giornalista che lo intervistava Abatecola ha raccontato: «Fare le paghe è un martirio: basta un giorno di ritardo e rischi il massacro. Ma non è mai successo. Così, nessuno ci conosce. Spesso, neanche i ministri».
Proprio ieri, nel primo giorno senza Abatecola, qualcuno forse si è accorto che esiste il Service per il personale del Tesoro. La Cgil ha protestato perché nella busta paga di gennaio i lavoratori della scuola non avranno gli aumenti e gli arretrati del nuovo contratto. Sulla vicenda potrete leggere un breve articolo sul Messaggero in edicola fra poche ore.
A reggere l'ufficio di Abatecola è rimasta Roberta Lotti, una dirigente dalle ottime credenziali. In bocca al lupo a lei e ai suoi collaboratori.
Il merito va a un ufficio del ministero dell'Economia: il Service per il personale del Tesoro (detto anche Spt). Un ufficio che ogni mese elabora quasi un milione e mezzo di cedolini, li trasmette ad altrettanti lavoratori statali e provvede ai pagamenti.
Oggi è andato in pensione il dirigente che ha creato Spt e che l'ha sempre guidato in questi anni. Si chiama Roberto Abatecola, e qualche tempo fa il settimanale Panorama lo ha definito "eroe del lavoro pubblico". Magari eroe è un po' troppo, ma almeno i complimenti vale la pena di farglieli.
Alla giornalista che lo intervistava Abatecola ha raccontato: «Fare le paghe è un martirio: basta un giorno di ritardo e rischi il massacro. Ma non è mai successo. Così, nessuno ci conosce. Spesso, neanche i ministri».
Proprio ieri, nel primo giorno senza Abatecola, qualcuno forse si è accorto che esiste il Service per il personale del Tesoro. La Cgil ha protestato perché nella busta paga di gennaio i lavoratori della scuola non avranno gli aumenti e gli arretrati del nuovo contratto. Sulla vicenda potrete leggere un breve articolo sul Messaggero in edicola fra poche ore.
A reggere l'ufficio di Abatecola è rimasta Roberta Lotti, una dirigente dalle ottime credenziali. In bocca al lupo a lei e ai suoi collaboratori.
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